Ci sono momenti nella vita in cui si pensa di poter toccare il cielo con un dito. Accadono degli eventi che ti rendono felice. Che ti fanno sorridere, sorridere dentro. Ognuno nella vita ha molti sogni, piccoli o grandi. Sogni sportivi, professionali, d'amore.. Nel momento in cui si riesce a realizzarne uno, si può dire di essere felici. La felicità per me è questo. Un attimo veloce, elettrizzante, emozionante, che infonde in noi forza, coraggio. Così mi sono sentita quando ho ritirato il mio invito alla sfilata di Giorgio Armani Uomo. L'occasione è di quelle che ti fanno girare la testa. Nella sede dove si è tenuta la sfilata si respira il rigore, l'eleganza e la sobrietà che da sempre contraddistingono il marchio. La sala è grande, imponente e mi fa sentire ancora più piccola di quello che mi sento già rispetto ai grandi nomi presenti in sala. Il batticuore quando iniziano a uscire i modelli sulla passerella è più forte che nelle altre sfilate. Quando esce Re Giorgio a salutare a fine sfilata, il mio cuore va a ritmo di musica. Felice in più di aver condiviso questa esperienza con i miei amici Alessandro e Leonardo di Nob.
Sulla passerella doppia anima per l'uomo Armani, formale ed elegante, ma non troppo. Domina il grigio. Completi tradizionali sotto cappotti molto lunghi. Pantolini ampi e giacche comode. Le nuances predominanti sono spezzate dal fuxia o dall' arancione per alcune camicie. Le scarpe sono stringate, mocassini, stivaletti stampa coccodrillo o anfibi più sportivi. I tessuti sono confortevoli e caldi: tweed, velluto e pelle. Tanti gli accessori, guanti di pelle nera, cravatte strette ed eleganti, ampie borse a mano. Per la sera immancabili completi di velluto blu notte.
I wore Giorgio Armani






